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pensieri di varia inutilità


Diario


1 luglio 2007

Travaglio e (il successo del)l'antipolitica

Qualche sera fa qui ad Alba è venuto a presentare il suo libro "La scomparsa dei fatti", Marco Travaglio. Io ho sentito parlare del libro, non lo conoscevo, ma il tema mi sembrava molto interessante e così sono andato alla conferenza. Per Travaglio è stato un successo al di là di ogni aspettativa. E' stata cambiata la sala all'ultimo momento a causa della folla eccessiva, e anche quella nuova non è stata sufficiente. Per gli spettatori invece è stata una serata un po' "travagliata": molti si sono fermati nel corridoio ad ascoltare, seduti sulle scale o sulle finestre. Insomma qualcosa che qui non avevo mai visto (non era la prima comparsa di Travaglio ad Alba).
Devo dire che sono stato un po' deluso. Pensavo che il libro parlasse un po' di teoria del giornalismo, cioè della tendenza del giornalismo di oggi a non riportare più i fatti, invece è incentrato su esempi dedicati al giornalismo italiano. Non che l'intervento del giornalista non sia stato non solo efficace, ma anche divertente, però mi attendevo qualcosa in più.
Un'altro aspetto da valutare è il successo di quella diffusa antipolitica attuale di cui considero Travaglio un campione. Non che il giornalista manchi di efficacia e argomenti, il suo pregio è proprio quello di citare fatti, date, dati, sentenze, insomma di padroneggiare i fatti, cosa che rende le sue argomentazioni più forti. Qualla sera ne aveva per tutti, destra e sinistra; non è stato risparmiato nessun schieramento e tanto meno i suoi colleghi giornalisti. Un atteggiamento che ha conquistato molti. Come ho sottolineato c'erano molti spettatori. Difficile quantificare, ma oltre tanti altri incontri qui organizzati. C'erano avvocati, politici locali, professori, studenti, insomma persone che si interessano del mondo. E alla fine ci sono stati applausi e tante domande.
Questo fa pensare che l'antipolitica è ancora più diffusa di quanto non si immagini.


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28 maggio 2007

Sono ancora qui

Sono ancora qui e sporo di riprendere a scrivere con un minimo di regolarità. Direi che mi sono preso una vacanza piuttosto lunga dal blog (magari potessi farlo anche dal lavoro). Come ripresa non offro molto ai lettori che occasionalmente passeranno di qua. Per curiosità ieri ho visto il film di fantascienza citato in questo post, "Serenity" per l'appunto. Devo dire che sono stato piacevolmente sorpreso. Certo di qui a dire che è il migliore della storia dello sci-fi ce ne passa, evidentemente i lettori di quella rivista inglese dovevano essere quasi tutti fan del film. Comunque direi una buona pellicola.




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20 aprile 2007

assenza

Caspita, mi è venuto un malanno di quello che non prendevo da tempo.




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15 aprile 2007

E' crollato

Era ora. Peccato per il lampione.




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4 aprile 2007

Ma che fine ha fatto la fantascienza?

Premetto che sono molto scettico nei confronti delle classifiche "di tutti i tempi", lasciano sempre il tempo che trovano. Ma quella promossa da un magazine inglese di appassionati dello sci-fi mi incuriosisce per due ragioni. La prima è estemporanea e riguarda il vincitore della classifica. Un film abbastanza sconosciuto denominato Serenity uscito nel 2005. Personalmente sono un po' scettico nel ritenere che sia il meglio che la fantascienza ha prodotto nella storia del cinema, ma qualcosa deve valere e presto gli darò un'occhiata (visto che si trova nella cineteca dove ho la tessera). La seconda ragione è la più importante: a parte questo Serenity e Matrix, tutti gli altri sono film vecchissimi (io avrei messo un po' più in alto "2001 Odissea nello Spazio"). Il che vuol dire che a quanto pare, al momento, la fantascienza non ha più nulla da dire, è un genere defunto nel cinema, come il western, anzi forse peggio. Matrix fra l'altro è fantascienza sui generis e noto che non ha lasciato praticamente eredi.
Peccato, un vero peccato.




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2 aprile 2007

Mannaggia a Pollack...

Venerdì sera sono andato tranquillo tranquillo ad una proiezione di Alba International Film Festival. Nessun problema ad entrare. Mi sono visto un bel film che non conoscevo: "Non si uccidono così anche i cavalli?". Bel film, sconvolgente, su una sorta di Grande Fratello (inteso come spettacolo televisivo) ante litteram. Poi Sydney Pollack va da Fazio e parla anche del Festival di Alba. Risultato: stasera non sono riuscito ad entrare a vedere "Frank Gehry - Creatore di sogni", coda troppo lunga per essere assorbita dalla sala. Ora è vero che si tratta dell'ultimo film di Pollack fresco fresco, ma è anche vero che è pur sempre un documentario. Non avevo mai visto qui la coda dietro il cinema. Mannaggia a Pollack che fa pubblicità...




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28 marzo 2007

Sydney Pollack al Festival del cinema di Alba

Prende il via giovedì 29 marzo ad Alba, in provincia di Cuneo, in Piemonte, l'Alba International Film Festival, festival del cinema giunto alla sesta edizione. Si tratta di un evento certamente ancora piccolo, ma che cerca di crescere quanto a qualità dei contenuti e del prodotto cinematografico. Quest'anno la manifestazione avrà un ospite d'eccezione il regista americano Sydney Pollack , che sarà presente all'inaugurazione di giovedì e nei giorni del fine settimana. La sua presenza è giustificata dal fatto che il festival ha deciso quest'anno di proporre una retrospettiva su grande regista americano. Si potranno rivedere dunque ad Alba pellicole che hanno fatto la storia del Cinema come I tre giorni del condor o La mia Africa. Il regista americano fra l'altro ha concluso da poco la sua ultima fatica: il documentario Frank Gehry: Creatore Di Sogni , dedicato al grande architetto canadese Frank Gehry, che ha progettato importanti opere fra cui il Guggenheim di Bilbao. Il film documentario è in uscita nella sale italiane a partire dal 30 marzo.

Sydney Pollack sarà presente all'inaugurazione del festival di giovedì 29 marzo, quando verrà proiettato il suo film Tootsie, del 1982, interpretato da Dustin Hoffman e Jessica Lange. La mattina successiva il regista americano terrà una lezione di cinema e parlerà della sua esperienza dietro la macchina da presa.

Ma se Pollack sarà il protagonista indiscusso del giovane festival del cinema piemontese, non sarà comunque l'unico. Infatti saranno undici le pellicole in concorso nella selezione ufficiale che si contenderanno i due premi di miglior film e miglior regia. In un concorso parallelo, denominato Cinema, uno sguardo nuovo saranno premiati documentari inediti in Italia, con i riconoscimenti al miglior film e alla miglior regia. Fra gli altri ospiti del festival si segnalano Barbara Albert, giovane regista e sceneggiatrice viennese di cui saranno proiettati i film Fallen, presentato alla Mostra di Venezia del 2006 e Il segreto di Esma di Jasmila Zbanic (di cui la Albert è sceneggiatrice) vincitore dell'Orso d'oro al Festival di Berlino nel 2006. Fra gli altri protagonisti anche Garin Nugroho e Edoardo Bruno. Infine si segnalano due iniziative culturalmente significative del festival. Il grande convegno dedicato alla Paura, in collaborazione con l'Ente dello spettacolo di Roma. Qui la paura non è intesa come emozione derivante da uno specifico genere cinematografico, ma è il senso di incertezza e smarrimento, di questi tempi, condizionati da timori legati alle vicende politiche internazionali e da inquietudini quotidiane. Fra gli ospiti in programma don Luigi Ciotti, il presidente di Libera e fondatore del Gruppo Abele, il giornalista Marco Neirotti, Souad Sbai, presidente della Confederazione delle associazioni della comunità marocchina in Italia, il giornalista Franco Fracassi, il filosofo Giacomo Marramao, Giuseppe Goisis, professore di Storia della Filosofia e Davide Ferrario, regista e sceneggiatore, di cui sarà anche proposto l'ultimo film-documentario La Strada di Levi mercoledì 4 aprile. Work in progress invece è una sezione programmata nel fine settimana, fra sabato 31 marzo e domenica 1 aprile che farà incontrare giovani registi, produttori, distributori e addetti ai lavori per far trovare uno sbocco in sala a 140 nuovi progetti quasi completati, giunti dall'Italia e dal resto dell'Europa.




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26 marzo 2007

Dubbi

Dubbi. Che brutta questa età così povera di dubbi. Tanti sembrano avere certezze (ma le avranno davvero?). Tanti prendono posizione: di qua o di là. Hanno in tasca le chiavi del mondo. E pensare che oggi ci sono tanti aspetti della vita, della società, del mondo che meriterebbero l'incertezza del dubbio.




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20 marzo 2007

"L'orso non può vivere nello zoo: uccidiamolo"

La frase del titolo è la sintesi di una delle posizioni all'interno di una polemica sviluppatasi in Germania dopo la nascita di un delizioso orsetto polare rifiutato dalla madre. L'orsetto infatti attualmente è allevato e curato nello zoo di Berlino.
La discussione che si è sviluppata riguarda l'innaturalità della vita in uno zoo, chiuso in una gabbia, per l'orso polare, una situazione certo non normale per un animale che certamente crecserà notevolmente di dimensioni rispetto alle fotografie che possiamo vedere ora. La cosa curiosa è che la discussione non si è sviluppata all'interno di gruppi di animalisti. In pratica ci sono alcuni attivisti per i diritti degli animali che considerano tanto ingiusto che l'orso possa trascorrere la sua vita in cattività, da ritenere fosse preferibile una sua immediata soppressione.
Spero di non avere mai difensori dei miei diritti tanto zelanti.




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14 marzo 2007

Torniamo all'antico

Ormai lo scontro fra laici e cattolici si fa sempre più d'attualità. Le posizioni si estremizzano e non si trovano mezze misure. I media hanno lanciato neologismi che richiamano ala cultura angosassone come Teocon e Teodem.
Visto come si sta surriscaldando il clima politico italiano, in virtù di una grande tradizione di scontro direi mai sopita, alla luce dell'antica idea per cui la storia è ciclica è si ripete, propongo anche un ritorno ad antiche glorie lessicali.
Presto in Italia si affronteranno Guelfi e Ghibellini (e potrebbero anche essere i due poli in cui si dividerà prossimamente il parlamento).




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Per i curiosi la foto nella Tool bar propone il centro storico (e soprattutto il castello) di Castellinaldo, piccolo paese nel Roero, visto dalla parte bassa, dalla base della collina dove è appollaiato.

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